Discografia

Primo violino

1 CD Fantasie
su opere di Verdi di Delphin Alard

CD Fantasie1836. Al direttore del Teatro Ducale di Parma: "Egregio Direttore, vi scrivo per raccomandarvi un giovane compositore, mancante di esperienza ma non di genio: si chiama Giuseppe Verdi. Se vorrete favorirmi, renderete un servigio a me, ma soprattutto al teatro musicale italiano.
Firmato: Niccolò Paganini."

Basterebbe questa manifestazione di lungimiranza e benevolenza da parte del grande virtuoso per far riaccostare il violino all'opera lirica, dalla quale era stato allontanato artificiosamente allorché lo studio della musica si fece più settoriale e specializzato, nel corso del '900.
Il violino, da sempre vicino alla voce di soprano, fu storicamente specchio fedele delle atmosfere del palcoscenico: ben lo sapeva Paganini, che aveva diretto opere dell'amico Rossini, e ben ne erano coscienti i grandi violinisti della seconda metà dell'Ottocento come Delphin Alard, e come lui i suoi colleghi Bazzini, Sivori, Vieuxtemps, tutti soggiogati dalle atmosfere del teatro d'opera.

Ecco riemergere dunque dall'oblio un affascinante repertorio di Parafrasi e Fantasie, reliquia di un passato tanto remoto quanto felice.

Inizialmente concepite come semplici - e spesso anonime - trascrizioni di arie di opere famose, e finalizzate perlopiù all'esecuzione domestica delle opere di Mozart, Cimarosa ed altri, le Fantasie andarono nel corso dell'Ottocento configurandosi come riflessione artistica e un po' visionaria del solista di grido rapito dalle passioni del palcoscenico.

Per noi posteri questa musica è una finestra aperta sulla grande stagione del melodramma, attraverso la quale possiamo vedere un indotto di attività artistica, partecipazione emotiva, eventi sociali e salottieri, che giravano attorno all'opera lirica.


Curriculum vitae di Luigi De Filippi (primo violino e direttore)


Delphin Alard (1815-1888)

Delphin Alard fu tra i più prolifici e tra i più abili in questi piccoli capolavori di ri-composizione, inserendo le sue variazioni di bravura fatte di guizzi e virtuosismi, senza però tradire la sfavillante perfezione del cantabile verdiano.
Le sue squisite Fantasie su Trovatore, Nabucco, Ballo in maschera, Traviata e Rigoletto sono state realizzate e registrate adoperando strumenti d'epoca, ossia quei fiati e quegli archi che sarebbero stati familiari sia a lui che a Giuseppe Verdi: strumenti dal fascino e dalle sonorità squisite, capaci di pronunciare un linguaggio musicale appropriato sia alle più vivide passioni che al garbo e all'eleganza.